Cosa ci porta fuori dall’UDC

logo Pid.jpgTra le poche qualità che mi riconosco una è certamente quella d’avere una buona memoria.

Ricordo bene, anche perché il manifesto al muro della mia camera me lo ricorda, il 2 Dicembre del 2006. Un’emozione grandissima, 15 mila persone al Palasport di Palermo dove posammo la prima pietra per il nostro nuovo progetto politico. Ricordo bene un passo del discorso di Casini :<< noi con Forza Italia e Alleanza Nazionale abbiamo un minimo comune denominatore è con la Lega che non abbiamo nulla da spartire>>. Da lì cominciò tutto, da Palermo, da quel momento la rotta tracciata era chiara : essere alternativi ai due poli che a causa di questo bipolarismo malato,che  mettendo tutti contro tutti, allora consegnava le chiavi della politica italiana alla sinistra radicale e oggi alla Lega.Da quel momento avremmo avuto cinque anni per costruire un alternativa seria e credibile ora politicamente e nel tempo numericamente.

Successivamente il 14-15-16 Aprile 2007 celebriamo, come in ogni partito che abbia un minimo di democrazia interna, il terzo congresso della storia dell’Udc.Alla fine viene eletto segretario Lorenzo Cesa e rimarchiamo quanto detto nel 2006, tanto che Carlo Giovanardi uscito perdente dalla corsa alla segreteria nazionale da lì a poco avrebbe lasciato il paritito.Come già sapete due imprevisti si mettono sulla nostra strada, entrambi nel 2008 : cade il governo Prodi e poi anche quello Cuffaro alla regione Siciliana. Due competizioni elettorali impreviste.Adesso si bisogna concretizzare quanto detto a Palermo nel 2006. Intanto il bipolarismo era diventato un bipartismo, il Partito Democratico a sinistra e il Popolo della Libertà a destra, avevano fuso da un lato la tradizione diessina e margheritina e dall’altro forza italia e alleanza nazionale che al foto finish s’era iscritta, così le chiamo Gianfranco Fini, alle comiche finali entrando nel PDL.Noi no, noi facemmo una scelta di cuore, una scelta coerente, una scelta rischiosa, una scelta che poteva anche certificare la fine dell’Udc se non avesse preso quel 4% necessario per entrare alla Camera e quell’8% su base regionale per entrare al Senato.L’Udc siciliano con il suo segretario regionale, non ebbe esitazioni a seguire Casini in questa pericolosa ma giusta avventura.Vedevamo la nostra classe dirigente scappare verso altri e più comodi lidi.Ricordo ancora una dichiarazione del nostro segretario regionale l’ On. Romano che disse, a proposito di qualche dirigente che preferì svendere la propria storia a Berlusconi, :<< quando il percorso si fa in salita i deboli si sottraggono.>> Noi non ci sottraemmo a quel percorso e andammo fieri della nostra scelta, sapendo che ancora una volta NOI SICILIANI saremmo stati decisivi per raggiungere vittoriosi la fine di quel percorso.Noi giovani della provincia di Palermo scendemmo in piazza in ben quindici comuni a comiziare, a difendere le nostre ragioni. Ricordo la prima tappa proprio nel mio comune, a Lercara Friddi l’8 Marzo del 2008.La storia scrisse che l’Udc prese il 5,7% a livello nazionale in nessuna regione raggiungemmo l’8% per aver accesso al Senato, tranne che in Sicilia dove con una percentuale largamente superiore al 10% riuscimmo ad eleggere ben tre senatori.

Eravamo sopravvissuti al “Veltrusconismo” e la Sicilia era stata decisiva, come sempre.Allora non eravamo un peso, anzi.

In contemporanea si svolsero le elezioni regionali, facemmo anche lì un ottimo risultato, il candidato presidente da noi appoggiato, Raffaele Lombardo venne eletto ed entrammo a far parte del governo della Regione Siciliana.A Chianciano Terme nel Settembre 2008 fu una vera e propria festa, eravamo riusciti a scardinare questo bipolarismo e ricavarci uno spazio al CENTRO.Ad inizio 2009 si fa forte il dibattito sul tema del federalismo fiscale, cavallo di battaglia leghista. In Marzo ci ritrovammo in cento davanti Montecitorio, cento saliti su dalla Sicilia. Ci ricongiungemmo alla stazione Termini con gli amici Aretini e sfilammo in corteo fino a Montecitorio. Una mattinata di slogan e cori contro questo federalismo farsa che penalizza non solo il sud, ma tutta Italia.Non ricordo nessun giovane veneto e nessun giovane lombardo tra le nostre fila. Ancora una volta non eravamo stati un peso, anzi.

Da lì, proprio da quella festa, lanciamo una battaglia in favore della reintroduzione delle preferenza, vista la minaccia di toglierle anche dalla legge elettorale per le elezioni europee del Maggio 2009.Alle elezioni precedette una convention il 3 ed il 4 Aprile 2009 all’Aditorium della Conciliazione a Roma. Grandissimo evento che continua il lavoro degli anni precedenti, anche se la genialata di candidare Magdi Allam e il principe ancora non le ho capite.Ricordo ancora un passo del discorso di chiusura di Pierferdinando Casini, il quale parlando del futuro partito della Nazione diceva :<<sarà un partito plurale, dove non ci sarà né pensiero unico né leader unico.>>

Insomma la nostra barca sembrava ormai aver preso la giusta rotta e sembrava anche essere sicura.Ma come in ogni storia piena di buoni propositi e di sentimento arriva l’ennesimo imprevisti. Durante la campagna elettorale per le elezioni europee veniamo cacciati dal governo Lombardo insieme a parte del Pdl e come disse il nostro segretario regionale il 30 maggio del 2009 a Siracusa, durante un comizio dove era presente anche Pierferdinando Casini :<< da questo momento inizia un’altra campagna elettorale che riguarda sopratutto il popolo dell’Udc e riguarda i Siciliani che sono stati ingannati da un presidente che ha tradito la sua alleanza, c’è un’altra campagna elettorale: la campagna per un voto in più all’Udc per mandare a casa Lombardo!!! >>Quelle campagna elettorale la concludemmo nel migliore dei modi, il nostro segretario regionale l’On. Saverio Romano superò abbondantemente le 100 mila preferenze e risultò il candidato dell’Udc più votato d’Italia.

Anche in questo caso non risultammo un peso.

Segue Chianciano, Settembre 2009. Riceviamo in pompa magna Rutelli e Fini e ancora una volta la strada intrapresa il 2 Dicembre 2006 a Palermo viene seguita.Gettiamo le basi per quelle che saranno le alleanze variabili per le regionali del 2010.Un ragionamento che non convinse molti, ma che convinse me. Si andava verso una regione federlista del partito, ricordo una lettera al Corriere di Casini e D’Onofrio. Il concetto fu per me chiaro: in ogni regione decidano i dirigenti regionali. E poi a conti fatti se PD e PDL accettavano le nostre alleanze a macchia di leopardo voleva dire solo una cosa, che eravamo decisivi per vincere e che il duopolio è stato solo un grande bluff, e poi c’era la Lega da combattere al nord.L’esperimento riuscì in parte, combattemmo la Lega facendo delle figuracce incredibili in Lombardia, Veneto,Piemonte ed Emilia Romagna.Intanto qui in Sicilia continuavamo a star all’opposizione pur avendo vinto le elezioni.

Adesso bisogna accelerare e costruire il Partito della Nazione.Come prima ed “astuta” mossa, tutte le cariche dell’Udc a livello nazionale e locale vengono azzerate.Intanto Fini si rende conto di essere attore protagonista di quelle che nel Marzo 2008 definì comiche finali e da Presidente della Camera diventa leader politico e crea il suo gruppo : “Futuro e Libertà per l’Italia”.Nel frattempo Rutelli era andato via da tempo dal PD e aveva fatto l’API, portandci via Tabacci.Adesso, dopo due anni di sofferenze, dopo esserci ricavati un importante e decisivo spazio al centro cominciano gli esperimenti per nuovo Ulivo. Un alleanza che mette insieme PD, UDC, API e FLI.

E cos’è questa??? Una ricetta meramente antiberlusconiana o le basi per il partito della nazione???Beh fino ad allora Casini aveva detto che Berlusconi doveva governare, era legittimato dal voto popolare.A Chianciano 2010 cambia tutto, secondo il “nostro leader” Berlusconi deve dimettersi perchè non ha più la maggioranza.Posto che come disse James Russell Lowell “ solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”, avremmo gradito almeno un avvertimento prima che si iniziasse tale esperimento.Tanto più che come laboratorio per tale esperimento si usava la Sicilia.Adesso viene da chiedersi: ma come l’Udc è all’opposizione di Lombardo, Casini era d’accordo con Romano quel 30 Maggio 2009 a Siracusa, Casini e D’onofrio spiegavano solo qualche mese fa l’importanza di un partito a gestione regionalista, e adesso Casini scavalca il commissario regionale dell’Udc Sicilia e spinge un’ala del partito, quella messinese con a capo D’Alia, tra le braccia di Lombardo andando a lesinare un assessore???Una domanda alla quale non si trova risposta.

E il discorso all’auditorium della Conciliazione??? “nè pensiero unico, né leader unico” che fine hanno fatto quelle parole??E la teoria secondo la quale i ribaltoni politici sono la certificazione del tradimento degli elettori adesso non vale più?? Viene validata per giustificare un esperimento??E quest’esperimento si fa sulla pelle dei Siciliani???E adesso la classe dirigente del partito in Sicilia, quella che non è andata da Lombardo con il cappello in mano che deve fare???Beh io credo che a queste domande dovrebbe dar risposta colui il quale oggi appare come “leader unico e indicatore del pensiero unico” nell’Udc.Chiaramente preferisce avere un partito di parvenu. Chiaramente preferisce salvare deputati dalla disoccupazione, per sua stessa ammissione, grazie a questa legge elettorale.Oggi sparano a zero contro la classe dirigente siciliana deputati come Mantini e Lusetti, bene ma questi dov’erano mentre noi seguivamo Casini in una battaglia che non ci garantiva nemmeno l’accesso in parlamento??? Non erano forse nelle liste del PD sicuri del posto alla Camera??Avessero almeno il buon gusto di tacere.

Oggi siamo un peso, oggi siamo d’intralcio, oggi siamo irrilevanti.Questa classe dirigente e questo popolo non saranno mai irrilevanti, tutte le battaglie fatte e vinte sul territorio, cercando i voti porta per porta ci rafforzano e ci allargano le spalle al punto tale da poter assorbire un trauma del genere.Prendiamo atto del ribaltone operato da Casini e D’alia in Sicilia. Prendiamo atto del fatto che Casini e D’alia intendono il governo della Regione Sicilia solo come luogo di sperimentazione per un’alleanza di governo nazionale. Prendiamo atto d’esser, dopo aver salvato nel 2008 molti parlamentari del nord dalla disoccupazione, diventati un peso. Prendiamo atto di tutto ciò ma non svendiamo la nostra storia al miglior offerente.

Continueremo a fare le nostre battaglie sul territorio com’è nel nostro DNA e proviamo compassione per chi certe battaglie può anche farle ma non avrà mai la forza per vincerle.

 

Luciano Marino

 

 

 

Cosa ci porta fuori dall’UDCultima modifica: 2010-10-20T15:29:00+02:00da lucianomarino
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