se questa è sicurezza…

A questo punto affermare di essere nella confusione più totale sarebbe un eufemismo. L’unica cosa chiara è che il PDL è ostaggio della Lega Nord, in tema di sicurezza siamo proprio allo sbando.

Il presidente del consiglio, insieme ai suoi ministri, si ritiene il paladino della sicurezza poi però taglia i fondi a polizia e carabinieri, affida il controllo del territorio ai militari che non possono nemmeno effettuare un arresto e prende quelle poche risorse per la sicurezza togliendo i fondi FAS destinati allo sviluppo infrastrutturale del mezzogiorno d’Italia.

 Poi se ne inventano una ancora più grossa: LE RONDE.

Non c’era ancora stata una norma così chiara che sancisse l’abdicazione del territorio da parte dello stato.

Molti hanno parlato di camice nere, brune, verdi ecc. io credo che sia profondamente sbagliato esporre così tanto dei liberi cittadini, i quali girando di notte potrebbero imbattersi in situazioni poco gradevoli e lì l’arma che hanno in dotazione, ovvero il cellulare, potrebbe non bastare e quindi come vedete è molto più facile fare dei danni più che rendere un servizio. Il controllo del territorio va fatto solo e soltanto potenziando i presidi di polizia e carabinieri già presenti.

Essere clandestini è diventato reato, chi affitta loro case o locali, rischia da 6 mesi a 3 anni di carcere,per ottenere cittadinanza e permesso di soggiorno di dovranno pagare 200 euro. Ma state attenti il colpo di genio sta tutto qui: i pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare i clandestini. Quindi questi ultimi non potranno recarsi presso gli uffici per regolarizzarsi. Infine si proseguirà con i respingimenti indiscriminati e tutti coloro i quali verranno sorpresi in una situazione di clandestinità non verranno arrestati, bensì puniti con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro.

Mi chiedo come potranno mai pagare tale ammenda dei poveri clandestini in cerca di una vita migliore.

Nel 1997 Silvio Berlusconi pianse per i rimpatri ordinati dal governo Prodi subiti dagli albanesi, vere lacrime d’immagine come ogni cosa che dice e che fa. Infatti oggi i rimpatri li ordina lui, e i clandestini li manda da Gheddafi.

Non prendevamo tante bacchettate dall’ONU e dal PAPA da tanto tempo, ma ce le meritiamo o meglio questo governo fa in modo di farcele meritare.

Il contributo degli immigrati regolari, che noi amiamo chiamare nuovi italiani, è grandissimo. Versano nelle casse dell’IMPS qualcosa come 500 mln di euro l’anno. Uno su cinque sta oggi comprando casa in Italia, fanno i lavori che noi non volgiamo più fare. Addirittura molti stranieri accudiscono quello che abbiamo di più caro, ovvero i nostri figli e i nostri anziani.

Nelle famiglie italiane in media nasce oggi 1,2 figli ed è molto poco rispetto ad esempio all’Algeria dove in media nascono 6,5 figli a famiglia. E visto che i flussi migratori si fanno e si faranno sempre più frequenti, non possiamo ergere fortificazioni attorno ai nostri confini, sarebbe irrealistico ed irresponsabile.

Anche perché non possiamo opporci ad una società multietnica che è già realtà.

Nelle nostre scuole ci sono sempre più giovani stranieri e un giorno potrebbero diventare più di noi italiani.

Davanti a un processo di trasformazione di questo tipo è necessario porci delle domande di fondo. Se vogliamo dialogare con gli altri, se vogliamo accettare gli altri, se con gli altri vogliamo fare un grande momento di comunione ed è indispensabile che sia così, noi dobbiamo sapere chi siamo, noi non possiamo avere confusione intellettuale ed etica come quella che c’è oggi nella nostra società.

Perché con persone profondamente motivate, ad esempio sul piano religioso come gli extracomunitari musulmani che arrivano in Italia è necessario che noi difendiamo la nostra identità e che con la nostra identità apriamo un confronto dignitoso con gli altri. Noi siamo un paese aperto, noi vogliamo accogliere tutti. Nella legalità ogni extracomunitario deve avere la sua opportunità nel nostro paese, ma deve essere chiaro che non arriva in una terra di nessuno, ma in uno stato che ha delle regole che vanno rispettate.

E allora affermare l’identità cristiana del nostro paese non significa fare un’affermazione di esibizionismo o d’ostentazione religiosa, ma significa affermare le nostre radici, la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni e i valori che i nostri genitori ci hanno trasmesso.

Difendere l’identità cristiana non significa affermare un’appartenenza religiosa, significa affermare un elemento identitario di tutti gli italiani anche di chi non va in chiesa e non è credente.

Delle volte sembra di far periclosi salti nel passato più bui dell’Italia, ci vorrebbe un pò di moderazione e attenzione in più nell’affrontare certi problemi di natura sociale e soprattutto ci vorrebbe meno lega nord.

 

se questa è sicurezza…ultima modifica: 2009-07-05T20:14:33+02:00da lucianomarino
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