….laicità delo stato oggi…

 

Cristiani con i piedi per terra e la testa in cielo. Dipendenza nei principi e autonomia nelle decisioni, e non il contrario: questa è l’unica strada da percorrere per un politico cristiano. Oggi, l’Italia è molto meno laica di quanto lo fosse ai tempi di La Pira e De Gasperi.

 

C’è un passo del Vangelo che mi viene in mente molto spesso, da quando faccio politica. La scena non a caso, si svolge, sulla strada che va a Gerusalemme: c’è Gesù che cammina davanti a tutti e capisce che tra i suoi regna lo smarrimento. Così decide di fare chiarezza e spiega ai Dodici che, nel giro di poco tempo, lo vedranno condannato a morte, flagellato e crocifisso. Ma poi risorgerà. A quel punto gli si avvicinano due apostoli – Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo – e gli chiedono un piacere: “ Concedici di sedere nella tua gloria, uno alla destra e uno alla tua sinistra “. Gli chiedono, in sostanza, due poltrone. Niente di male, per carità: hanno lasciato tutto per lui, lo seguono da tre anni…

Del resto, pochi versetti prima, lo stesso Pietro ha sollevato il problema, facendosi interprete della stanchezza di tutti, di quello che il Vangelo chiama “timore” e che politicamente è la sensazione di essere saliti sul carro sbagliato. Gesù li capisce, li compatisce, se li stringe attorno, ma poi dice loro una cosa durissima: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti Capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra di voi però non è così; ma chi vuole essere grande fra di voi si farà vostro servitore, e chi vuole essere il primo fra di voi sarà il servo di tutti”. Come dire: so bene che la politica è fatta di leader, che comandano, e fedelissimi, che si spartiscono il potere. Fra i cristiani, però questa regola non vale: l’unica regola è quella del servizio, alle istituzioni ed ai cittadini. Se no, non sei cristiano. Al di là delle tue dichiarazioni pubbliche o delle frequantazioni più o meno vaticane.

Proprio il discernere “la volontà del Padre” è uno dei punti cruciali: è qui che i politici cristiani si dividono ed è qui che si giocano la faccia. Non è raro trovare, fra due parlamentari cattolici in buona fede, interpretazioni diverse sul testamento biologico o sull’accoglienza ai rom; ma la cosa non mi spaventa, perchè divergenze simili esistono anche tra i vescovi e tra gli stessi cardinali. Riconoscere alla Chiesa il “diritto di magistero” sui principi non significa perdere l’autonomia nelle decisioni; e l’autonomia, come diceva Aldo Moro, “è il nostro rischio, è il nostro modo personale di rendere un servizio e di dare, se possibile, testimonianza ai valori cristiani nella vita sociale”. Dipendenza nei principi, autonomia nelle decisioni: è questa l’unica strada possibile per un politico cristiano. Anche se in molti si fanno tentare dalla corsia opposta, indipendenza nei principi e dipendenza nelle decisioni, che forse è più redditizia nel breve periodo ma non aiuta a conquistarsi un posto in Paradiso.

lapira[1].jpgÈ difficile, purtroppo, parlare di laicità all’Italia di oggi: molto più che ai tempi di Giorgio La Pira, per esempio. Mi vengono in mente due episodi della sua vita, legati all’impegno nella commissione dei 75 incaricata di scrivere la bozza della Costituzione. Il primo riguarda la discussione sull’articolo 7, che disciplina i rapporti tra Stato e Chiesa: nessuno trova una formula adeguata, e così La Pira chiede consiglio a mosignor Montini (futuro Paolo VI), che gli mette a sua disposizione la sua bibblioteca privata. Individuano un passaggio della Immortale Dei di Leone XIII (“utraque est in suo genere maxima”) e lo traducono così: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. Oggi si griderebbe allo scandalo, se si sapesse che un politico ha chiesto consiglio in Vaticano; ai tenpi di La Pira no, perchè nessuno dubitava della sua laicità. Il secondo episodio si riferisce invece alla parte conclusiva dei lavori della Commissione: a teso ultimato, La Pira vorrebbe inserire nel prologo della Costituzione l’intestazione “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Lo chiede a titolo personale, ma quando capisce che non ci sarebbe l’unanimità ritira la proposta. Prima di sedersi nel silenzio più assoluto, si fa il segno della croce, quasi un segno di fierezza della propria identità. Con la capacità politica però di saper fare un passo indietro. Oggi un cristiano che si comportasse così, verrebbe accusato di svendere i propri valori; ai tempi di La Pira no, perchè nessuno dubitava della sua fede.

 images[4].jpgGiorgio La Pira, come Alcide De Gasperi, è un esempio pratico del politico cristiano. Dal tipo di relazione che hai, dalla gratuità che ci metti, si misura il tuo essere o meno un politico cristiano. Dalla fedeltà che mostri al tuo collegio elettorale, dal rispetto che hai nei confronti del tuo avversario, dalla trasparenza con cui vivi il tuo mandato. Alcuni parlamentari prendono i voti e scappano? Disertano i lavori in commissione e pagano i collaboratori in nero? Fra voi, però, non è così”

 

                                                                         Luciano Marino

….laicità delo stato oggi…ultima modifica: 2008-11-30T16:39:00+01:00da lucianomarino
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2 pensieri su “….laicità delo stato oggi…

  1. Secondo me ci vogliono politici onesti e pronti ad aiutare i piu’ bisognosi.
    Ci vogliono politici che abbiano vissuto nella loro vita momenti di fame e di ricchezza, per comprendere al meglio, cosa vuol dire vivere come gli ultimi della classe sociale e far di tutto per aiutare loro ad emergere.
    Quanti cristiani malvagi conosciamo ……..nn è detto che chi prega è un onesto o chi magari nn prega sia un disonesto.

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