Che succede oggi?

Il periodo che stiamo vivendo, non lascia spazio all’ottimismo.

L’economia crolla, il governo fa figli e figliocci, l’Africa è insanguinata da guerre inutili, i cristiani del Darfur, del sud-est asiatico edi tante altri parti del mondo vengono perseguitati.

Ce la faremo  ad uscire de questo periodo così buio?

Io credo che sia difficile, ma sono ottimista perchè confido negli uomini e anche nella politica. Si, la politica che spesso è attaccata per gli sprechi e che oggi è sempre più autoreferenziale, io credo in lei e ne vado fiero perchè sono sicuro che se tutti credessimo nella politica, i nostri parlamenteri per primi, sono certo che potremmo assicurarci un futuro migliore. In questo contesto un colpo di reni deve necessariamente venire da noi cattolici, che non saremo più uniti sotto l’ala dello stesso partito, ma che abbiamo sempre valori e traguardi comuni. Per i politici cattolici il punto non è essere o meno nella squadra di governo, ma opporsi a una visione della politica autoreferenziale e prepotente. Sottraendosi al ricatto di poltrone e posti di potere e lavorare ad una politica che si ispiri ad un principio di sussidarietà.Basterebbe leggere Sturzo e rendersi conto quanto con le sue ricette tutto potrebbe essere migliore.ritrattosturzo

L’econimia crolla e per salvare milioni di risparmiatori il govero mette milioni e milioni nelle casse delle banche, ma siccoe la coperta è corta per non dire cortissima il conto lo pagano scuola e università. Il governo da anche milioni e milioni ad AMIA, al COMUNE DI PALERMO, al COMUNE DI CATANIA, al COMUNE DI ROMA, ad ALITALIA  ed il conto lo pagano i piccoli comuni. Vi chiederete:ma cosa c’entrano i piccoli comuni?? C’entreno perchè il governo a cui tanto sta a cuore il FEDERALISMO, toglie l’unica tassa federale l’ICI (unica imposta in capo ai comuni), poi promette un fondo perequativo che non arriva mai perchè come detto prima la coperta è cortissima e di conseguenza i comuni fanno i salti mortali per approvare i bilanci, quando ci riescono.

Prima dicevo di credere nella politica, ma sapete dov’è la politica oggi? Non è nei palazzi romani, dove ci sarà anche qualche mosca bianca che vuole fare il suo dovere, ma non ci riesce, per cui oggi la politica è nei comuni speciei più piccoli. Quelli che non contano niente,  quelli da 10.000 abitanti in giù specie dell’entroterra. E sapete quanti sono questi comuni che non contano niente? Circa il 56% di tutti i comuni italiani se non di più. Il governo di questi si è scordato, si è scordato di posti dove la politica si fa gratuitamente, mentre dove i milioni se li sono letteralmente mengiati arrivano i premi. Verrebbe da chiedersi : e i colpevoli? Dove sono finiti tutti questi quattrini? Nessuno ne parla.

La situazione sociale, non è poi delle migliori. In questi anni i ricchi sono diventati ricchissimi i poveri poverissimi e la classe media ha pagato più di tutti il conto diventando all’improvviso povera. Come vedete mancano i contrappesi, c’è uno squilibrio tangibile ovunque, nelle decisioni prese dalla politica, nel tessuto sociale del nostro Paese, ecc.. ecc..

Dal mondo non arrivano notizie migliori, il nostro mondo occidentale  di cultura cristiana, che fa della libetrà di religione e dell’uguaglianza  degli uomini un caposaldo della propria democrazia, pare sia l’unico. In molti Paesi a maggioranza musulmana e induista, infatti i cristiani vengono perseguitati quasi come a ricordare che i tempi delle persecuzioni degli imperatori romani non sono fini dopo duemila anni. Sembra prorio un’inedita pulizia etnica.

Questa è un’epoca in cui tutto si dimentica e tutto si disconosce. Siamo di fronte ad una situazione che fa venire i brividi. Nessuno o quasi nessuno,parla delle centinaia di migliaia di cristiani perseguitati a causa delle loro religione in tutto il mondo.Nel Darfur i cristiani sono perseguitati e uccisi e la colpa viene addossata quasi totalmente ad una guerra civile che pare infinita.In Libano accade la stessa cosa. In Iraq non si può essere cristiani e la colpa è di un dopo guerra che tarda a finire. La situazione non è certo delle migliori in Palestina,in Turchia e in quasi tutti i Paesi arabi. In tutto il medio oriente e quasi tutti i paesi islamici i cristiani non sono liberi di professare la propria fede. Come fossero figli di un Dio minore.Ma cosa è stato fatto per arginare una situazione così grave? Come hanno lavorato i governi per fermare questi efferati crimini? È stato solo allestito un deserto di parole a cui e seguito un deserto di vittime. Ad esempio nel Darfur la popolazione cristiana è ridotta alla metà. Tutti gli appeli di Benedetto XVI e del patriarca caldeo di Baghdad sono caduti nel vuoto. Qualche mese fa il parlamento europeo ha votato un documento dove,rifacendosi alla carta internazionale dei diritti dell’uomo chiedeva ai paesi arabi di far rispettare la libertà di religione che oggi non c’è per i cristiani nei loro paesi. Sembra proprio che non sia servito a nulla,sembra proprio che tutti quanti non abbiano fatto altro che aria fritta. Ogni appello che viene fatto,cade nel vuoto e pare non attirare l’attenzione di nessuno. In occidente il pluralismo religioso è alla base della convivenza,tanto che alcune volte si tende a dimenticare l’identità cristiana dell’Europa. C’è chi vuole togliere i crocifissi dalle scuole e chi come in Francia impone alle donne Islamiche di non portare il velo. Scelte e richieste che a mio avviso appaiono entrambe  non condivisibili,perché bisognerà trovare una mediazione interculturale,ma non è certo questa al strada.

La strada e quella di lasciare tutti liberi di professare la propria fede e lasciando che i governi difendano la loro identità culturale. Ad esempio io da cattolico non potrei mai pretendere che a Istambul,o a Tunisi o in qualsiasi altra città islamica ci fossero i crocifissi nelle scuole. Perché il crocifisso è un simbolo della mia religione che un Paese diverso per cultura dal mio non potrebbe adottare per farmi piacere. Pretenderei invece d’essere lasciato libero d’essere cattolico,proprio come chi non lo è,è libero nel mio paese. Nessuno deve pretendere nulla se non la salvaguardia dei propri diritti fondamentali.

Mi pare di aver detto abbastanza, adesso bisogna passare ai fatti, la società civile insieme ai politici deve fare la prorpia parte per migliorare la situazione.Una situazione che non sarà certo migliore in futuro se si continuerà con la politica del silenzio.

                                                                               Luciano Marino

Che succede oggi?ultima modifica: 2008-11-14T14:39:00+01:00da lucianomarino
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